Sogno

Beh… stanotte ho sognato, tra le altre cose, di essere in una gelateria, in una città  che avrebbe dovuto essere Trieste, ma non ci somigliava per niente.
Diversi personaggi si sono alternati davanti ai miei occhi, come accade solo nei sogni, senza particolari nessi o collegamenti: una mia ex-compagna del liceo, incinta per la seconda volta, un ragazzo con un cucciolo di cinghiale al guinzaglio (morbidissimo da accarezzare, un amore), un altro con una piccola volpe gialla e nera, giovani attori che giravano un film, e tutto ad un tratto il mio amico Dave che mi fa: «Toh palka, prendi qua!» e mi mette in mano una cosa. Io la sento bruciare sul palmo della mano, che avevo chiusa a pugno. Così la apro e vedo una cimice, verde verde, a pancia all’aria. E la sento spingere contro il mio palmo, forte, così forte che brucia.
Inorridito mi guardo attorno e alla mia destra si apre una porta blu. Dall’altra parte una grotta molto profonda, illuminata da piccole lampade elettriche. Scaglio la cimice con tutta la mia forza, la vedo oltrepassare la soglia, volare lontana ma non la perdo d’occhio, e prego che qualcuno chiuda la porta, in fretta.
Nessuno lo fa e la cimice torna indietro, a tutta velocità, per finire dritta nella mia mano. Ancora brucia, e ancora la lancio via più forte che posso.

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