Rovinj

appunti di viaggio – 19 agosto 2012

La città, pur con il suo porto, non è abbastanza grande per contenere il mio desiderio di te.
Ti cerco continuamente, dappertutto, in ogni conchiglia, su ogni scoglio, dentro ogni onda. In alto in un cielo senza nuvole. Tra la gente nei negozi, sulle panchine o nei bar, nello sguardo fisso del gatto nero tra i cespugli.
Tutte le albe del mondo non sono abbastanza luminose da offuscare la tua immagine.
Come il riflesso delle luci sul mare notturno, la mia anima è scossa da ogni alito di vento, dal minimo colpo di pinna o battito d’ali.
La fiera desolazione del paesaggio, aspro e ruvido, non mi sazia. Tu sei l’acqua che manca, qui.
I piedi sono ricoperti di polvere, ogni mio passo è nella ricerca di te, di un segno rivelatore. Il sole, implacabile, tormenta la mia ombra.
Sento la polvere tra i capelli, negli occhi. Il mio respiro agita granelli impalpabili. Il mio cuore pompa questa polvere, con fatica.

Mi siedo a un caffè, mentre il sole accarezza l’orizzonte. Il mio sguardo si perde nel movimento incessante della piazza, del molo, delle gambe abbronzate, dei bambini che corrono. Linee si intersecano, voci si sovrappongono, risate e colpi di tosse, la scena perde nitidezza e tutto diventa distante, uniforme.
Poi, dal confuso fluire, emerge una figura, finalmente viva, definita, dipinta con i tratti energici della rivelazione. L’uomo ha una t-shirt bianca e un viso scuro, scavato profondamente; capelli neri e cammina nella mia direzione.
Sulla spalla sinistra un pappagallo. Rosso; sulle ali pennellate di azzurro, verde e giallo. Meravigliosamente fuori posto, l’animale è il segno che aspettavo. In esso è tutta la tua sfrontatezza, la bellezza che toglie il fiato, il colore e la vita che sprigioni, il desiderio che non si placa mai, l’esplosione dell’estate. La capacità di sollevare il velo dell’indifferenza, risvegliare forze sopite, sradicare certezze.
Elegante, sembra l’unica cosa in movimento nel fermo-immagine generale, l’unica scelta in mezzo a un turbine di eventi casuali.
La visione dura il tempo di un sospiro, ma tutto è silenzio, pace, finché viene riassorbita dal rumoroso nulla intorno.
Pochi attimi, e ora so che il mio passo sarà più leggero. So che la ricerca non è vana.

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